

Il Movimento Nonviolento lavora per l'esclusione della violenza individuale e di gruppo in ogni settore della vita sociale, al livello locale, nazionale e internazionale, e per il superamento dell'apparato di potere che trae alimento dallo spirito di violenza. Per questa via il Movimento persegue lo scopo della creazione di una comunità mondiale senza classi che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti. Le fondamentali direttrici d'azione del Movimento Nonviolento sono:
- l'opposizione integrale alla guerra;
- la lotta contro lo sfruttamento economico e le ingiustizie sociali, l'oppressione politica ed ogni forma di autoritarismo, di privilegio e di nazionalismo, le discriminazioni legate alla razza, alla provenienza geografica, al sesso e alla religione;
- lo sviluppo della vita associata nel rispetto di ogni singola cultura, e la creazione di organismi di democrazia dal basso per la diretta e responsabile gestione da parte di tutti del potere, inteso come servizio comunitario;
- la salvaguardia dei valori di cultura e dell'ambiente naturale, che sono pratimonio prezioso per il presente e per il futuro, e la cui distruzione e contaminazione sono un'altra delle forme di violenza dell'uomo.
Il Movimento opera con il solo metodo nonviolento, che implica il rifiuto dell'uccisione e della lesione fisica, dell'odio e della menzogna, dell'impedimento del dialogo e della libertà di informazione e di critica. Gli essenziali strumenti di lotta nonviolenta sono: l'esempio, l'educazione, la persuasione, la propaganda, la protesta, lo sciopero, la noncollaborazione, il boicottaggio, la disobbedienza civile, la formazione di organi di governo paralleli.
Per maggiori informazioni visita il sito del Movimento Nonviolento

Nel 1964, con pochi amici e pochi mezzi, Aldo Capitini dava vita alla prima rivista italiana interamente dedicata alla nonviolenza. "Può essere il programma e la tensione di persone isolate, e può diventare il metodo di lotta di grandi moltitudini", scrisse il fondatore del Movimento Nonviolento. Poteva sembrare un sogno utopico quello di Capitini, e molti ne erano convinti, attratti da altre proposte politiche. Ma il tempo e i fatti gli hanno dato ragione.
"Il metodo nonviolento è destinato a rinnovare profondamente la società umana e questa volta veramente in modo universale, perché il problema è comune a tutti".
E ancor oggi i grandi movimenti che pensano che un altro mondo migliore sia possibile, e le singole coscienze che vogliono convertirsi, devono fare i conti con le sfide che la nonviolenza pone.
Azione nonviolenta, con umiltà e costanza, vuole essere uno strumento al servizio di tutti gli amici e le amiche della nonviolenza. Come scrisse Capitini nel primo editoriale: "Con Azione nonviolenta poniamo un centro di questo lavoro". Per questo, fra tante difficoltà, ma con lo stesso entusiasmo, da più di 40 anni la rivista del Movimento Nonviolento esce regolarmente, ogni mese.
Per maggiori informazioni visita il sito di Azione Nonviolenta